Aveva 37 anni e curava i veterani di guerra. Stava aiutando una manifestante: dieci colpi di pistola in cinque secondi
Si chiamava Alex Jeffrey Pretti, aveva 37 anni ed era un infermiere di terapia intensiva all’ospedale Veterans Affairs di Minneapolis. Curava i veterani di guerra, faceva turni extra per comprarsi una casa, amava la mountain bike e il suo cane. I colleghi lo descrivono come una persona gentile e non violenta.
È stato ucciso dagli agenti dell’ICE.
Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale sostiene che Pretti fosse armato e che abbia “resistito violentemente”. Ma i video verificati dal New York Times raccontano un’altra verità: Alex aveva un telefono in mano, non una pistola, e si stava avvicinando per aiutare una manifestante, una donna colpita dallo spray al peperoncino.
Le immagini mostrano gli agenti afferrarlo da dietro, buttarlo a terra e immobilizzarlo. Solo dopo otto secondi, mentre è già bloccato, gridano “ha una pistola”. A quel punto gli agenti estraggono l’arma dalla sua fondina e sparano a bruciapelo.
Dieci colpi in cinque secondi, su un uomo a terra, disarmato, immobilizzato. Un’esecuzione.
Questo è il volto dell’America di Donald Trump. Questo è il comportamento dei suoi agenti. Ed è questo l’uomo che Giorgia Meloni arriva a proporre per il Nobel per la Pace.














