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Minneapolis, Elly Schlein: “Stato di polizia e abuso di potere”

Dalle uccisioni dell’ICE alla repressione delle proteste: “Come si può candidare al Nobel per la Pace chi porta il caos nelle città e viola i diritti umani?”

“Un uomo è stato ucciso per strada a Minneapolis, un agente federale dell’ICE gli ha sparato al petto da distanza ravvicinata”. È così che Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, apre un lungo e durissimo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, dedicato a quanto sta accadendo in questi giorni negli Stati Uniti, e in particolare nella città di Minneapolis.

Nel suo intervento, Schlein denuncia una serie di episodi che definisce senza mezzi termini “illegali e disumani”. “Ieri l’ICE ha arrestato e deportato una bambina di 2 anni”, scrive, aggiungendo che l’agenzia federale “ha arrestato anche un bambino di cinque anni” e che “le immagini mostrano gli agenti federali che lo usano come esca per bussare alla porta di casa e catturare sua madre”.

La segretaria del PD richiama poi uno degli episodi più gravi al centro delle proteste: “Il 7 gennaio un agente dell’ICE ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, poetessa e madre di tre figli”. Secondo Schlein, “i video dell’uccisione – anche quelli condivisi dalla Casa Bianca – dimostrano che la donna non costituiva alcun tipo di minaccia”.

Ancora più inquietante, nella ricostruzione affidata al post Facebook, è quanto sarebbe accaduto dopo: “Sei procuratori federali si sono dimessi per le pressioni subite dal Dipartimento di Giustizia che ha impedito di indagare l’agente che ha sparato a Good, mentre spinge per indagare la sua vedova”. Un passaggio che, per Schlein, mette in discussione lo stato di diritto stesso.

“Quando lo Stato abusa dell’uso della forza”, scrive la leader dem, “ci vuole un giudice indipendente e imparziale che faccia giustizia. Altrimenti nessuno potrà far valere i propri diritti contro gli abusi di potere”. È il cuore politico della denuncia: senza separazione dei poteri e senza controllo sull’uso della forza, la democrazia si svuota.

Nel post viene dato ampio spazio anche alla mobilitazione popolare: “In centinaia di migliaia stanno manifestando per le strade di Minneapolis per chiedere che l’ICE lasci la città”, una richiesta che – sottolinea Schlein – “hanno fatto anche il governatore del Minnesota, il sindaco di Minneapolis e molti parlamentari democratici”.

La risposta dell’ex presidente Trump, sempre secondo la segretaria del PD, è stata opposta: “Trump ha volutamente dispiegato in città una milizia armata che sta causando una vera e propria guerriglia urbana”, con “già tre sparatorie in pochi giorni”. Una scelta che, nel suo giudizio, “sta portando il caos nelle città americane come nelle relazioni internazionali, delegittimando le Nazioni Unite e violando il diritto internazionale”.

Il post si chiude con una domanda che è insieme politica e simbolica: “Come si può pensare di candidare al Nobel per la Pace l’uomo che è responsabile di tutto questo?”. E con un’affermazione che chiama direttamente in causa il nostro Paese: “L’Italia non merita di scivolare così in basso”.

Parole nette, affidate ai social, che inseriscono quanto sta accadendo a Minneapolis in un quadro più ampio: quello di una crisi profonda dello stato di diritto e di un conflitto sempre più acceso tra potere federale, diritti civili e democrazia.