Emma Pavanelli, dopo un lungo impegno locale su temi ambientali e civici, è entrata in Parlamento come senatrice nella XVIII legislatura. Alle elezioni politiche del 2022 è stata eletta deputata alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle nel collegio plurinominale Umbria 01. In Parlamento si occupa di politiche industriali, ambiente, energia e diritti sociali, con particolare attenzione alla sostenibilità e alle innovazioni legislative. Sta ricoprendo ruoli chiave nelle commissioni parlamentari e sta promuovendo proposte legislative su trasparenza, tutela dell’ambiente e giustizia sociale. UmbriaLeft l’ha intervistata.
Emma, qual è il tuo giudizio sul governo Meloni?
Il governo Meloni in questi anni ha completamente disatteso tutte le promesse fatte in campagna elettorale e sulle quali ha ottenuto il proprio consenso popolare. Ad oggi, al netto della propaganda, la realtà è che l’esecutivo non è stato capace di realizzare neanche un punto del proprio programma elettorale. Quel che è peggio, è che il paese sembra avviato verso un crollo economico, mancano i sostegni alle famiglie e anche le imprese sono state dimenticate insieme ai servizi, alla sanità e alle politiche sociali. Per tutti questi motivi, il giudizio non può che essere estremamente negativo.
E sulla giunta regionale dell’Umbria? In particolare, quali politiche ritieni positive e quali, invece, le criticità principali che il Movimento 5 Stelle intende mettere al centro?
Il dato di fatto è che dalla giunta Tesei abbiamo ereditato una situazione disastrosa, soprattutto a livello finanziario e sanitario.
A un anno dall’insediamento però possiamo dire che l’Umbria ha cambiato rotta e adesso sta finalmente andando nella giusta direzione. Mi riferisco soprattutto ai temi ambientali ed energetici che sono finalmente in cima alle priorità.
I nostri assessori stanno lavorando intensamente su tantissimi fronti, dalle crisi aziendali alle infrastrutture, dalla scuola alla sanità. Dispiace constatare la totale assenza di considerazione da parte del governo centrale alle tematiche che riguardano l’Umbria, prima tra tutte, la tematica delle infrastrutture e dei collegamenti. Si tratta di un fatto oggettivo, a riprova che per il governo Meloni esistono regioni di serie A e regioni di serie B, con l’Umbria chiaramente relegata a quest’ultima.
L’Umbria sta attraversando una fase di forte crisi sociale ed economica, certificata anche dall’entrata nella ZES. Quali sono le tue valutazioni e le tue iniziative?
Le problematiche che sta investendo l’Umbria sono le stesse che incontra tutto il Paese, con l’aggravante che – trattandosi di una piccola regione, area interna e parzialmente isolata a livello infrastrutturale – scontiamo una maggiore penalizzazione soprattutto dal punto di vista industriale.
La Zes può essere un valido aiuto se quei fondi saranno indirizzati per settori con forti prospettive di crescita. La vera domanda è se i fondi promessi arriveranno davvero. Lo stanziamento attualmente previsto proviene da un fondo per le rinnovabili del governo Conte 2, prima transitati in un nuovo fondo per le innovazioni industriali e soltanto alla fine finiti nelle risorse per la Zes Marche/Umbria. Purtroppo siamo tristemente abituati agli annunci e alle promesse mancate del governo Meloni e dei suoi ministri: ricordate i 5 miliardi promessi da Salvini per le ferrovie umbre? In sostanza, ciò che il governo di destra sa fare meglio è proprio la propaganda. Il timore è che la Zes si riveli l’ennesima promessa mancata.
Come ti pare stiano andando le cose nel Patto Avanti?
Il Patto Avanti è attualmente in buona in salute. Il modello Umbria sta dimostrando con forza che si può lavorare insieme per il bene dei cittadini se si parte da un programma serio e realizzabile. Lo vediamo nei comuni e in regione dove si lavora fianco a fianco con tenacia e nel rispetto degli impegni presi. Siamo stati lungimiranti in vista delle elezioni del 2025 ma stiamo dimostrando che il modello funziona tanto quando si fa fronte comune come opposizione che quando si lavora da forza di maggioranza.
E a livello nazionale? Che percorso deve intraprendere secondo te il centro sinistra?
A livello nazionale la posizione del Movimento 5 Stelle è sempre stata chiara: dobbiamo partire dai temi, da un programma serio, condiviso e realizzabile. Stiamo per lanciare Nova 2.0 proprio per mettere nero su bianco proposte in maniera partecipata.
Sarà necessario individuare delle priorità condivise con le altre forze politiche seguendo l’esperienza positiva fatta durante il governo Conte-2 dove abbiamo dimostrato di poter governare migliorando la vita dei cittadini, esattamente come stiamo facendo a Perugia e in regione Umbria.












