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Conflitto in Medio Oriente: Meloni a un bivio

L’Italia sospende gli accordi con Israele in seguito agli attacchi contro i “caschi blu” in Libano e agli attacchi verbali degli Stati Uniti contro il Papa.

di Fabio Nacci – Junge Welt

Martedì ha segnato una svolta nella politica estera di Giorgia Meloni. In un solo giorno, la posizione dell’Italia è passata dalla “solidarietà incondizionata” con Israele alla sospensione degli accordi militari. Allo stesso tempo, gli attacchi del presidente statunitense Donald Trump al Vaticano hanno posto Meloni di fronte a una scelta: o abbandonare la difesa del Papa e della Chiesa cattolica come punto di riferimento centrale per gran parte del suo elettorato, oppure compromettere tutti i precedenti tentativi di mantenere buoni rapporti con Washington.

Pochi si aspettavano che il Primo Ministro di estrema destra annunciasse la sospensione del Memorandum d’intesa sulla cooperazione militare tra Italia e Israele. Il governo italiano ha deciso di non rinnovare automaticamente l’accordo, che dal 2003 ha facilitato lo scambio di tecnologie a duplice uso, sistemi d’arma e addestramenti congiunti. La decisione ha conseguenze immediate e, almeno sul piano militare, comporta la cessazione delle attività congiunte in corso tra i due Paesi.

La decisione di Roma è stata dettata principalmente da una controversia trasversale tra i partiti politici, scaturita da un altro incidente nel sud del Libano: due convogli militari italiani appartenenti alla forza di pace UNIFIL sono stati deliberatamente speronati da carri armati israeliani. Sebbene dall’ottobre 2024 si fossero già verificati diversi attacchi da parte dell’esercito israeliano contro il contingente italiano – molti dei quali passati in gran parte inosservati – questa volta era difficile ignorare l’aggressione. Meloni ha dovuto rispondere alla crescente pressione dell’opinione pubblica, non solo per questo episodio, ma anche per altre circostanze.

Mentre si diffondeva la notizia che gli italiani avevano svolto un ruolo chiave nel raggiungere un milione di firme per un’iniziativa dei cittadini europei volta a sospendere gli accordi UE-Israele, l’ambasciata israeliana accusava falsamente la rinomata rivista italiana L’Espresso di aver utilizzato una foto di copertina falsa. La fotografia, perfettamente autentica, ritrae un colono israeliano sorridente di fronte a una donna palestinese sofferente. Troppe controversie per continuare a far finta di niente con Tel Aviv.

Parallelamente, si è aperto un altro fronte. L’attacco frontale di Trump a Papa Leone XIV ha innescato un’inevitabile reazione di estrema destra, i cui elettori più intransigenti trovano un terreno comune nella difesa del cattolicesimo, ma che allo stesso tempo si sono sempre schierati con Trump. Come riportato nel dettaglio dal quotidiano Il Post , inizialmente Meloni ha cercato di guadagnare tempo martedì per non inimicarsi apertamente Trump, sperando di conciliare la sua vicinanza al Pontefice con l’alleanza politica con il magnate americano. Ma con il passare delle ore, l’aggressività delle dichiarazioni di Trump e la pressione dell’opposizione hanno reso insostenibile il silenzio. Solo nel tardo pomeriggio la Presidente del Consiglio ha rilasciato una dichiarazione chiara, in cui ha definito le parole del Presidente americano “inaccettabili”, ammettendo implicitamente che la strategia dell’ambiguità non era più praticabile.

La conseguenza: Donald Trump, in un’intervista al quotidiano italiano Corriere della Sera, ha sostanzialmente abbandonato Giorgia Meloni: “Mi sbagliavo, pensavo avesse coraggio”. In risposta all’affermazione della Meloni secondo cui le sue parole contro il Papa erano “inaccettabili”, il presidente americano ha aggiunto: “È lei quella inaccettabile. È inaccettabile perché non le importa se l’Iran ha una bomba nucleare che farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. L’Italia si trova attualmente nel mezzo di una “tempesta perfetta”: mentre gli analisti concordano sul fatto che il Paese avrebbe dovuto prendere le distanze dall’asse USA-Israele prima, questo cambio di rotta e la sconfitta nel referendum giudiziario del mese scorso trasmettono la forte impressione di una debacle di governo che sta rapidamente prendendo forma.