Secondo la Cgia di Mestre, oltre 25 mila famiglie umbre, circa 55 mila persone, vivono in ‘povertà energetica’ mentre il caro bollette, innescato dalla aggressione israelo-statunitense all’Iran e al Libano, amplia ulteriormente le diseguaglianze sociali regionali, colpendo le famiglie dei lavoratori dipendenti, delle famiglie più fragili, compresi gli artigiani e i piccoli commercianti. Il fenomeno riguarda il 6,5% delle famiglie, percentuale destinata ad aumentare. Infatti, i prezzi energetici sono seriamente aumentati, a marzo, il gas ha toccato i 53 euro a megawattora, mentre l’energia elettrica è cresciuta fino a 143 euro/mwh. In Umbria si stima una stangata di 94 milioni di euro per un totale della spesa energetica di 664 milioni.
Inoltre si alza il rischio della ‘deprivazione nascosta”, cioè molte famiglie scelgono la via dell’autorazionamento. Sempre più l’accesso all’energia da diritto si trasforma in ‘bene selettivo’.
È evidente che la politica e le istituzioni non devono stare a guardare passivamente la situazione che si aggrava per i più poveri e i più deboli, mentre occorrono iniziative rapide e incisive del governo centrale, della Regione dell’Umbria e degli enti locali.
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Oltre 55 mila umbri in povertà energetica
















