Torna al centro dello scontro politico e giudiziario il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, punta il dito contro il governo e il ministro Matteo Salvini, accusandoli di aver trasformato una grande opera pubblica in uno strumento di propaganda politica, trascurando le regole e i controlli istituzionali.
A riaccendere le polemiche è l’iniziativa della Procura di Roma, che ha disposto l’acquisizione di documenti presso il ministero delle Infrastrutture, il DIPE/CIPESS, la società Stretto di Messina e il Consorzio Eurolink. Si tratta di atti collegati alle verifiche della Corte dei Conti, già richiesti in precedenza dallo stesso Bonelli senza ottenere risposta positiva.
In particolare, il DIPE aveva negato al parlamentare l’accesso alle controdeduzioni inviate alla magistratura contabile il 29 dicembre 2025. Un rifiuto che, secondo l’esponente ambientalista, solleva interrogativi sulla trasparenza delle procedure e sulle ragioni che hanno portato l’amministrazione a non rendere disponibili quei documenti.
Bonelli aveva già presentato diversi esposti alla Procura di Roma, contestando presunte irregolarità nell’iter autorizzativo e possibili violazioni delle direttive europee. L’inchiesta, secondo quanto riportato, riguarda anche ipotesi di corruzione e presunte pressioni sui controlli della Corte dei Conti. Dopo le perquisizioni del 9 giugno, gli approfondimenti investigativi si sarebbero estesi alle procedure contabili e alla questione degli appalti, anche in relazione alle modifiche intervenute rispetto al progetto originario. Si tratta di ipotesi e circostanze sulle quali spetta alla magistratura fare chiarezza.
Sul piano politico, Bonelli contesta soprattutto l’atteggiamento di Salvini nei confronti degli organismi di controllo, sostenendo che il ministro abbia reagito alle verifiche istituzionali con attacchi e polemiche anziché affrontare le criticità emerse.
Il deputato richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni infrastrutturali di Sicilia e Calabria, dove persistono problemi legati alla rete ferroviaria, alla viabilità, all’approvvigionamento idrico e al dissesto idrogeologico. Secondo Bonelli, destinare ingenti risorse al collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto rischia di sottrarre fondi a interventi considerati più urgenti per i cittadini e per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Da qui la richiesta rivolta direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché il governo chiarisca la propria posizione e riferisca in Parlamento sugli sviluppi della vicenda.
Bonelli sollecita inoltre la sospensione immediata del progetto, almeno fino a quando non saranno chiariti tutti gli aspetti controversi delle procedure. Pur riconoscendo che l’accertamento di eventuali responsabilità penali compete esclusivamente alla magistratura, il parlamentare ritiene che il governo debba già rispondere politicamente delle scelte compiute.
Per l’esponente di AVS, il futuro del Sud dovrebbe passare attraverso investimenti capaci di migliorare concretamente i collegamenti, i servizi e la sicurezza dei territori, anziché concentrare risorse su un’opera che considera ormai il simbolo della strategia politica di Salvini.














