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“Visione Comune”, Porfidi (Sinistra Italiana): «Importante contributo dell’Umbria»


Si è tenuta a Roma “Visione Comune – per governare dai territori”, la seconda conferenza nazionale delle elette e degli eletti di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha riunito circa 500 amministratrici e amministratori locali per rafforzare una rete politica fondata sulle esperienze concrete di governo nei territori.

Al centro dell’iniziativa, il ruolo dei Comuni e delle Regioni come luoghi in cui tradurre in pratica politiche su lavoro, welfare, casa e diritti sociali, con l’obiettivo di costruire un’alternativa a partire dalle esperienze amministrative.

In questo quadro, anche l’Umbria ha detto la sua: dalla nuova legge regionale sulla casa, che interviene su uno dei temi sociali più urgenti, fino al regolamento del Comune di Perugia che introduce criteri più avanzati negli appalti pubblici per contrastare il lavoro povero e garantire salari dignitosi.

All’iniziativa, insieme alla delegazione umbra, era presente anche la Segretaria regionale di Sinistra Italiana Umbria Federica Porfidi che abbiamo intervistato.

Federica, che contributo ha portato l’Umbria alla conferenza nazionale “Visione Comune” e quali esperienze amministrative avete condiviso a livello nazionale?

L’Umbria ha partecipato da protagonista alla seconda conferenza nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra a Roma. I nostri eletti e amministratori hanno portato nei vari panel esperienze concrete, dimostrando che il “modello umbro” può diventare un riferimento per tutto il Paese.
Un momento centrale è stato il dibattito sul lavoro, dove Lorenzo Falistocco ha illustrato l’esperienza del Comune di Perugia su salario minimo comunale e appalti e delle varie esperienze su cui stiamo lavorando come quella di portata avanti Bastia Umbra con Ermanno Cormanni. Non si è trattato solo di uno scambio politico, ma di un approfondito lavoro tecnico: grazie al supporto di esperti, abbiamo elaborato testi di delibere e proposte di legge molto approfondite dal punto di vista normativo. L’obiettivo è chiaro: presentare presto una legge regionale sul salario minimo studiata nei minimi dettagli per evitare che il Governo possa impugnarla o bloccarla, come già accaduto in altre regioni.
Anche negli altri Panel abbiamo portato le proposte innovative su cui stiamo lavorando nell’assessorato con Fabio Barcaioli, su scuole aperte e sulle pratiche di amministrazione condivisa, e della transizione ecologica, convinti che “prendersi cura” dei beni comuni sia la base per una nuova partecipazione cittadina.
Di grande interesse è stato l’intervento della nostra deputata Elisabetta Piccolotti. Citando un recente sondaggio commissionato da AVS proprio per “visione Comune”, ha mostrato come le priorità su cui lavoriamo ogni giorno nei territori — salario, casa e sanità — siano esattamente le preoccupazioni principali di tutti gli italiani. Questo ci dice una cosa fondamentale: la nostra non è una forza di nicchia. Quello che stiamo costruendo in Umbria è una proposta politica solida e maggioritaria, capace di parlare all’intero Paese e di offrire un’alternativa reale partendo dal governo dei territori.
La presenza della Sindaca Vittoria Ferdinandi, nel panel dedicato ai Sindaci ospiti dell’incontro ha scaldato i cuori e le menti della platea e mostrato come il laboratorio politico costruito in Umbria, possa essere un modello valido per lanciare la sfida alla conquista del Paese.

In Umbria avete ottenuto risultati importanti, dalla nuova legge regionale sulla casa al regolamento sul salario minimo negli appalti pubblici a Perugia. Che valore politico hanno queste scelte?

Hanno un valore enorme perché mettono in evidenza che la presenza di quella sinistra che in questi anni è stata esclusa dalle assemblee elettive e da alcuni governi di passate stagioni, è proprio quell’elemento che fa da bussola e riesce a dare centralità ai problemi sociali dei cittadini. Casa, salario, diritti sociali. Spesso in anni passati i cittadini hanno fatto fatica a comprendere la differenza tra governi moderati e governi di centro sinistra.
Noi siamo quella differenza e se nelle realtà locali non si riesce a fare tutto ciò che si vorrebbe, per i vincoli economici e di carattere normativo, ma anche politico, che sono arrivati dai governi conservatori o imperniati su elementi neoliberisti, proprio da queste realtà deve nascere la sfida per cambiare le politiche nazionali ed europee che ce lo impediscono, non per tirarsi indietro.
Il nostro approccio, che abbiamo tenuto anche nella scrittura della legge sulla casa, con il lavoro congiunto dell’assessore Barcaioli e del nostro Consigliere Fabrizio Ricci, non è quello di giocare a chi è più di sinistra o di prendere le distanze per emergere mediaticamente. Il nostro lavoro è stato quello di convincere tutti della bontà di questa proposta, di rappresentare in aula le esigenze reali delle condizioni di bisogno delle persone senza casa e di valorizzare le soluzioni proposte da associazioni e sindacati che le affrontano ogni giorno. Questo per allargare il consenso su questioni che non sono solo di AVS ma che devono appartenere per forza a tutto il centro sinistra, perchè sono poi universali, perché sono reali. Per questo anche una legge così radicale, all’apparenza, come quella sulla casa che elimina forti elementi discriminatori introdotti dalla giunta Tesei, ha trovato un appoggio totale in tutta la coalizione e non ha trovato una forte opposizione in consiglio neanche dalla destra, che si è soffermata solo su slogan senza costrutto.

Che ruolo può avere l’Umbria nel rafforzamento di Alleanza Verdi e Sinistra e, più in generale, nella costruzione dell’alternativa nel centrosinistra?

L’umbria ha una grande responsabilità governando in Regione ed in città importanti, avendo costruito prima che in altre realtà un modello possibile di alternativa alle destre di questo paese. Alleanza Verdi e Sinistra è un esperimento di cooperazione politica virtuoso che risponde a quella richiesta che viene dal popolo della sinistra da sempre. La richiesta di non dividersi e fare fronte comune. E’ l’esempio del fatto che si possono mantenere identità precise ed anche radicali, senza usarle per la contrapposizione a sinistra. Essere unitari e innovatori, privilegiando il progetto alla propria volontà di egemonia, anche rispetto al tema delle leadrship ad esempio. In Umbria la generosità anche da questo punto di vista, di tutti i componenti del Patto Avanti, ha fatto la differenza. Credo sia un modello che andrebbe trasferito anche sul piano nazionale. A “Visione Comune” il nostro segretario Nicola Fratoianni lo ha detto in chiusura, siamo una forza concreta ma abbiamo ancora l’ambizione di fare la rivoluzione per cambiare il mondo. E mai come ora questo mondo ha bisogno di essere cambiato.