Le polemiche nate attorno all’iniziativa artistica comparsa sui muri di Perugia dimostrano ancora una volta quanto sia più semplice indignarsi per una frase che interrogarsi sulle ragioni che l’hanno generata.
Rifondazione Comunista Umbria esprime il proprio sostegno a forme d’arte pubblica che non si limitano a decorare gli spazi urbani, ma li trasformano in luoghi di confronto, partecipazione e riflessione. L’arte ha sempre avuto il compito di raccontare i conflitti della società, di dare voce a chi troppo spesso non viene ascoltato e di porre domande, anche scomode.
Se alcuni giovani hanno scelto di esprimere attraverso un percorso artistico le proprie paure, il disagio, il senso di insicurezza e il rapporto con lo spazio pubblico, il dovere della politica non è quello di censurare o criminalizzare quelle parole, ma di comprenderne le cause.
Riteniamo quindi del tutto fuori luogo il tentativo di trasformare questo progetto in un attacco alle forze dell’ordine. Raccontare un’esperienza o una percezione non significa incitare all’odio. Significa aprire una discussione che una società democratica dovrebbe avere il coraggio di affrontare.
L’arte non è propaganda e non deve essere addomesticata.
Quando nasce dall’ascolto dei giovani e delle loro esperienze rappresenta un patrimonio per tutta la comunità. Per questo crediamo che le istituzioni, il mondo della cultura, la scuola, il terzo settore e la politica abbiano il dovere di confrontarsi con questi linguaggi, anziché cercare di metterli a tacere.
Rifondazione Comunista – Umbria















